martedì 7 febbraio 2017

Rosalia e il suo Santuario su Monte Pellegrino

Le informazioni su Santa Rosalia non sono ben definite. Alcune fonti sono imprecise altre ancora fanno i conti con chiare contraddizioni che ne sminuiscono l’autorevolezza.  Santa Rosalia sarebbe vissuta a Palermo tra il 1130 ed il 1170. A quei tempi governava il Regno di Sicilia Guglielmo I detto il “Malo”. Quel periodo fu politicamente tormentato. In compenso dal punto di vista economico, culturale e artistico quegli anni segnarono momenti di grande splendore e fermento. Nessuna notizia si ha sulla famiglia della Santa – si legge nel sito della diocesi di Palermo – ad eccezione della iscrizione scolpita in una grotta della in cui lei stessa si dice figlia di Sinibaldi, signore della Quisquina e delle Rose, iscrizione rinvenuta nel 1624 da due muratori e da molti ritenuta “un falso”. Il Caetani, raccogliendo una tradizione orale, ci dice che ella venne a Palermo al seguito, come ancella, della regina Margherita moglie di Gugliemo I detto il Malo. Molto probabilmente abitò in una casa della borgata dell’Olivella vicino alla prima Chiesa a Lei dedicata.
Abbandonò le umane comodità per una vita da eremita fatta di contemplazione e di solitudine. La legenda, raccolta anche nel canto popolare di esaltazione della Santa “u Trinfu”, narra che la scelta dell’eremitaggio Le fu richiesta proprio dal Cristo, apparsole dentro lo specchio mentre ella si preparava per la cerimonia di nozze che dovevano legarla al nobile Baldovino, che La aveva avuta promessa in moglie dal Re cui aveva salvato la vita. Molto probabilmente S. Rosalia fu monaca basiliana come la raffigura un’antica pala d’altare del XIII sec. 

La prima esperienza di eremitaggio S. Rosalia la condusse nel bosco di Palazzo Adriano dove un passo montano è ancora chiamato con il suo nome. Quindi si trasferì sulle montagne di Bivona a S. Stefano di Quisquina, presso una piccolissima grotta ancora visitabile. Da qui fece ritorno a Palermo per concludere la sua vita, da eremita, sul Monte Pellegrino, montagna sacra dei Palermitani.
Sul Monte Pellegrino S. Rosalia si ritirò nelle vicinanze o proprio nella piccola Chiesa che i bizantini prima ed i normanni dopo avevano costruito là dove i Fenici avevano eretto un Santuario rupestre. Molto probabilmente, dice il Collura, S. Rosalia negli ultimi anni della sua vita si fece murare, con pubblica e solenne cerimonia liturgica di consacrazione officiata dall’arcivescovo, in una cella poi sigillata da questo.

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