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lunedì 13 febbraio 2017

Gli ex voto e l'ancora di Santa Rosalia

Sulla nostra pagina Facebook ho ricevuto diversi messaggi. In passato anche da parte di alcuni emigrati che si trovano negli Stati Uniti. Quello che emerge è che il legame con la Sicilia - nonostante gli anni - è molto forte, anche per quelle generazioni che sono nate in America ma possono vantare origini siciliane. E Santa Rosalia e il suo Santuario costituiscono un forte punto di riferimento. Per dare seguito ad una richiesta in particolare, la scorsa settimana di buon mattino sono stato al Santuario. E ho deciso di raccogliere alcuni elementi e alcune storie. Oggi, nello specifico, vi parlo di ex voto. Il culto della Santuzza risale al Seicento. Nei secoli sono stati migliaia i fedeli che a Santa Rosalia hanno reso omaggio e rivolto preghiere. Una delle testimonianze più chiare di questo culto sono gli "ex voto". Si tratta di oggetti di varia natura depositati all'interno della grotta - ma non solo - frutto di una promessa. L'espressione "ex voto" viene, infatti, dal latino: un adagio recitava "ex voto suscepto", "secondo la promessa fatta". Uno degli oggetti più imponenti all'interno della grotta è un'ancora. 

martedì 7 febbraio 2017

Rosalia e il suo Santuario su Monte Pellegrino

Le informazioni su Santa Rosalia non sono ben definite. Alcune fonti sono imprecise altre ancora fanno i conti con chiare contraddizioni che ne sminuiscono l’autorevolezza.  Santa Rosalia sarebbe vissuta a Palermo tra il 1130 ed il 1170. A quei tempi governava il Regno di Sicilia Guglielmo I detto il “Malo”. Quel periodo fu politicamente tormentato. In compenso dal punto di vista economico, culturale e artistico quegli anni segnarono momenti di grande splendore e fermento. Nessuna notizia si ha sulla famiglia della Santa – si legge nel sito della diocesi di Palermo – ad eccezione della iscrizione scolpita in una grotta della in cui lei stessa si dice figlia di Sinibaldi, signore della Quisquina e delle Rose, iscrizione rinvenuta nel 1624 da due muratori e da molti ritenuta “un falso”. Il Caetani, raccogliendo una tradizione orale, ci dice che ella venne a Palermo al seguito, come ancella, della regina Margherita moglie di Gugliemo I detto il Malo. Molto probabilmente abitò in una casa della borgata dell’Olivella vicino alla prima Chiesa a Lei dedicata.
Abbandonò le umane comodità per una vita da eremita fatta di contemplazione e di solitudine. La legenda, raccolta anche nel canto popolare di esaltazione della Santa “u Trinfu”, narra che la scelta dell’eremitaggio Le fu richiesta proprio dal Cristo, apparsole dentro lo specchio mentre ella si preparava per la cerimonia di nozze che dovevano legarla al nobile Baldovino, che La aveva avuta promessa in moglie dal Re cui aveva salvato la vita. Molto probabilmente S. Rosalia fu monaca basiliana come la raffigura un’antica pala d’altare del XIII sec. 

lunedì 6 febbraio 2017

La cappella dimenticata di Monte Pellegrino


Cappella in zona CroceArrivati sul piazzale antistante il Santuario, troverete alla vostra destra una strada in salita. Si tratta del percorso ultimo dell'acchianata. Ma anche della rampa che prosegue verso la parte più alta di Monte Pellegrino. Proseguendo, quindi,  lungo la strada che porta alle antenne e ai ripetitori (occhio all'eccessiva esposizione), c'è una zona davvero suggestiva. Ci si arriva in pochissimo tempo. Qui si trova una vecchissima cappella. Con l'amico Adriano abbiamo osservato a lungo questa struttura e ci siamo accorti di alcuni particolari. Casuali, sicuramente. Ma suggestivi. Specialmente per un monte che ha una storia incredibile in termini di sedimentazione delle culture e dei riti. Abbiamo realizzato un piccolo filmato che illustra il percorso e i particolari di questa "cappella dimenticata".

Le divinità di Monte Pellegrino: Tanit

Tanit era la dea che deteneva il posto più importante a Cartagine e significativamente, per una città prettamente commerciale, la sua effigie compariva nella maggior parte delle monete della città punica. Era una delle consorti di Baal ed era venerata come dea protettrice della città e godeva di speciali favori e venerazione da parte dei cittadini di Cartagine e del suo impero.  Per i cartaginesi, Tanit,che nella vita terrena si pensa fosse stata Didone, era dea della fertilità, dell'amore e del piacere, associata alla buona fortuna, alla Luna e alle messi. Nella mitologia fenicia era simile ad Astarte, la dea madre. Nella religione greca, Tanit era paragonata ad Afrodite, ad Artemide ed a Demetra, dea delle messi e dei raccolti. Nella lingua egizia il nome di Tanit potrebbe essere letto come "Terra di Neith", e Neith era una divinità legata anche alla guerra. Questa divinità nacque dal sincretismo della civiltà fenicia con quella del nord-Africa e, con l'espandersi della cultura punica. La sua divinità si diffuse largamante nel Mediterraneo occidentale.

Le divinità di Monte Pellegrino: Astarte

Astarte (dal fenicio Ashtart [cfr assiro ishtartu = dea], greco Lstarth, latino Astarte) è una divinità fenicia comune a tutti i popoli semitici che successivamente è penetrata nel mondo greco-romano. Era la dea primigenia, la Terra Madre, progenitrice di tutti gli esseri viventi, signora di varie città (Tiro, Sidone, Biblo, Cartagine); In Sicilia il culto si diffuse a Erice, dove venne identificata con Venere Ericina, e su Monte Pellegrino. Il suo culto comprendeva anche la prostituzione sacra. Astarte era pure una divinità astrale. A lei viene dato l'epiteto "Regina del cielo". La "Stella" che porta la vita e la Luce del Popolo, così come lo furono Inanna/Ishtar, Iside e molte altre che condividono l'idea di una Grande Dea assoluta e primordiale. I riferimenti alla volta stellata stanno a significare che lei non è semplicemente una divinità tellurica e materna ma anche una divinità celeste, in possesso della conoscenza, del potere sovrano e amministratrice della giustizia.