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lunedì 13 febbraio 2017

Gli ex voto e l'ancora di Santa Rosalia

Sulla nostra pagina Facebook ho ricevuto diversi messaggi. In passato anche da parte di alcuni emigrati che si trovano negli Stati Uniti. Quello che emerge è che il legame con la Sicilia - nonostante gli anni - è molto forte, anche per quelle generazioni che sono nate in America ma possono vantare origini siciliane. E Santa Rosalia e il suo Santuario costituiscono un forte punto di riferimento. Per dare seguito ad una richiesta in particolare, la scorsa settimana di buon mattino sono stato al Santuario. E ho deciso di raccogliere alcuni elementi e alcune storie. Oggi, nello specifico, vi parlo di ex voto. Il culto della Santuzza risale al Seicento. Nei secoli sono stati migliaia i fedeli che a Santa Rosalia hanno reso omaggio e rivolto preghiere. Una delle testimonianze più chiare di questo culto sono gli "ex voto". Si tratta di oggetti di varia natura depositati all'interno della grotta - ma non solo - frutto di una promessa. L'espressione "ex voto" viene, infatti, dal latino: un adagio recitava "ex voto suscepto", "secondo la promessa fatta". Uno degli oggetti più imponenti all'interno della grotta è un'ancora. 

lunedì 6 febbraio 2017

L'origine del nome Monte Pellegrino

Molti si sono occupati nel corso degli anni dell'origine etimologica di Montepellegrino. Alcuni siti tracciano brevemente i percorsi effettuati dai principali studiosi. Si va da Giordano Cascino  con la sua “De Sancta Rosalia Vergine palermitana” (1651) a Vito Amico nella sua opera “Lexicon topografico Siculum” (1757). Del nome del monte se ne è occupato anche il Marchese di Villabianca nelle  “Memorie storiche” (1750) e l’Abate Scinà nella “Topolografica di Palermo” (1818).  La maggior parte degli studiosi concorda nell'identificare il monte Erkte descritto da Polibio durante la narrazione delle guerre puniche con il Montepellegrino. "Amilcare Barca con l'armata cartaginese si portò nel territorio palermitano ed occupò il luogo detto Epierkta, il quale giace fra Erice e Palermo (...) a guardia della città di Palermo". Epiercta, in lingua greca, significa “sul castello, luogo chiuso o munito, dal quale si possono tenere lontani i nemici” (Cluverio). I greci lo chiamarono Heirkte per via delle pareti rocciose particolarmente ripide. Ai romani, giunti successivamente a Palermo,  questo monte fu avverso e inaccessibile: il nome fu così convertito da Heirkte a "Peregrinus", ovvero ostile (“peregrinus”, nel latino classico, significava non solo lo straniero, ma anche il nemico).