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lunedì 6 febbraio 2017

Le divinità di Monte Pellegrino: Tanit

Tanit era la dea che deteneva il posto più importante a Cartagine e significativamente, per una città prettamente commerciale, la sua effigie compariva nella maggior parte delle monete della città punica. Era una delle consorti di Baal ed era venerata come dea protettrice della città e godeva di speciali favori e venerazione da parte dei cittadini di Cartagine e del suo impero.  Per i cartaginesi, Tanit,che nella vita terrena si pensa fosse stata Didone, era dea della fertilità, dell'amore e del piacere, associata alla buona fortuna, alla Luna e alle messi. Nella mitologia fenicia era simile ad Astarte, la dea madre. Nella religione greca, Tanit era paragonata ad Afrodite, ad Artemide ed a Demetra, dea delle messi e dei raccolti. Nella lingua egizia il nome di Tanit potrebbe essere letto come "Terra di Neith", e Neith era una divinità legata anche alla guerra. Questa divinità nacque dal sincretismo della civiltà fenicia con quella del nord-Africa e, con l'espandersi della cultura punica. La sua divinità si diffuse largamante nel Mediterraneo occidentale.

Le divinità di Monte Pellegrino: Astarte

Astarte (dal fenicio Ashtart [cfr assiro ishtartu = dea], greco Lstarth, latino Astarte) è una divinità fenicia comune a tutti i popoli semitici che successivamente è penetrata nel mondo greco-romano. Era la dea primigenia, la Terra Madre, progenitrice di tutti gli esseri viventi, signora di varie città (Tiro, Sidone, Biblo, Cartagine); In Sicilia il culto si diffuse a Erice, dove venne identificata con Venere Ericina, e su Monte Pellegrino. Il suo culto comprendeva anche la prostituzione sacra. Astarte era pure una divinità astrale. A lei viene dato l'epiteto "Regina del cielo". La "Stella" che porta la vita e la Luce del Popolo, così come lo furono Inanna/Ishtar, Iside e molte altre che condividono l'idea di una Grande Dea assoluta e primordiale. I riferimenti alla volta stellata stanno a significare che lei non è semplicemente una divinità tellurica e materna ma anche una divinità celeste, in possesso della conoscenza, del potere sovrano e amministratrice della giustizia.

Le influenze iniziatiche di Monte Pellegrino

"[...] il mito fa risalire a Saturno la fondazione del "castello di Cronio" alle pendici del Monte; dunque, secondo la leggenda, questa montagna avrebbe addirittura origini divine. È certo, peraltro, che nel periodo precristiano proprio il Monte Pellegrino era considerato un luogo dal forte significato spirituale, rappresentando per tutti una vera e propria montagna sacra. L'idea della sacralità del Pellegrino sarebbe stata particolarmente radicata tra gli abitanti delle comunità che risiedevano nella cosiddetta "Conca d'oro" (la pianura di Palermo), tanto che in epoca punica, all'interno di una grotta situata quasi sulla vetta del Monte venne costruito un altare, dedicato a divinità femminili della fertilità. E non pare un caso che proprio la grotta nella quale venne realizzata questa edicola punica, molti secoli dopo sia diventata il principale luogo di culto del popolo palermitano: quello dedicato alla "Santuzza", Rosalia Sinibaldi, la nobile palermitana vissuta nel XII secolo e dichiarata Santa nel 1629: trasposizione in chiave cristiana della dea dei tempi precedenti.