lunedì 6 febbraio 2017

Il gorgo di Santa Rosalia

Percorrendo a piedi la Valle del Porco (l'accesso si trova sul versante ovest del Monte), che collega la Real Tenuta della Favorita con il Santuario,  si incontra  il Gorgo di Santa Rosalia. Si tratta di un piccolo specchio d’acqua temporaneo. La grotta di Santa Rosalia è stata fin dall’antichità nota per la presenza d’acqua. Questa si raccoglie dentro una grande falda acquifera che viene condotta sino al cosiddetto Gorgo. Questo specchio d'acqua artificiale è oggi circondato da un boschetto di eucalipti, impiantati al posto dei pini e di altre piante originarie, andate distrutte dagli incendi e dal disboscamento. Il gorgo di Santa Rosalia è noto agli ecologi e ai limnologi di tutto il mondo per una scoperta che risale agli anni Cinquanta. Un famoso scienziato americano, G. E. Hutchinson, mentre era a Palermo, si recò in visita al Santuario di Santa Rosalia e rimase stupefatto del ritrovamento di due specie di insetti acquatici in apparente violazione del principio di esclusione competitiva. La scoperta lo condusse a rivedere le sue idee sulla diversità e a riflettere sul perché in questo stagno, ed in generale in un ecosistema, fossero presenti due specie, piuttosto che una oppure venti. 
I risultati di queste osservazioni costituirono l’argomento di uno degli articoli più famosi e citati nella letteratura delle scienze ecologiche e di biologia evoluzionistica sino alla metà degli anni Novanta: “Homage to Santa Rosalia, or why are there so many kinds of animals?”, testo pubblicato sulla rivista American Naturalist nel 1959. Fu il celebre scienziato americano a proporre di eleggere Santa Rosalia patrona della biologia evoluzionistica, eleggendo il Gorgo stesso a santuario della limnologia, la scienza che studia le acque interne. Il gorgo è anche il sito di riproduzione del rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus).



The eddy of Santa Rosalia.
Walking along the Valle del Porco (access is located on the western slope of the Mount), which connects the Real Estate Favorita with the Sanctuary, we find the Eddy of Santa Rosalia. It is a small body of temporary water. The cave of Santa Rosalia has been known since ancient times for the presence of water. This is collected in a large aquifer that is carried out until the so-called “Gorgo”(the eddy). This is an artificial lake and is surrounded by a grove of eucalyptus trees, planted in place of the pine trees and other native plants that had been destroyed by fires and deforestation. The eddy of Santa Rosalia is known to ecologists and limnologists around the world for a discovery that dates back to the fifties. A famous American scientist, G. E. Hutchinson, while in Palermo, went to visit the Shrine of Santa Rosalia and was amazed of the discovery of two species of aquatic insects in apparent violation of the principle of competitive exclusion. The discovery led him to revise his ideas about diversity and reflect on why in this pond, and in general in an ecosystem, there were two species, rather than one or twenty. The results of these observations formed the subject of one of the most famous and cited articles in the literature of ecological science and evolutionary biology until the mid-nineties: "Homage to Santa Rosalia, or why are there so many kinds of animals?" text published in the journal American Naturalist in 1959. It was the famous American scientist to propose to elect Santa Rosalia patroness of evolutionary biology, electing the same Gorgo in the sanctuary of limnology, the science that studies inland waters. Eddy is also the site of reproduction of the Sicilian green toad (Bufo siculus).

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